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08/09/2004 - Famiglia Pomarici: ritratti di donne lucane

In occasione della presentazione del libro “I Pomarici, Storia di un’ antica famiglia meridionale”, di Riccardo Riccardi, tenutasi il giorno 3 settembre 04, il dott. Michele Calia ha tenuto una brillante ed esplicativa relazione storica sul nostro paese e sul mezzogiorno in generale, eventi relazionati alla storia della famiglia Pomarici.
La dott.ssa Orlandi, invece, si è soffermata sul ruolo delle donne di questa famiglia.
Ben emerge dal libro la figura di queste donne, che si contraddistinguono per coraggio e intraprendenza fuori dal comune. Faccio un breve excursus di queste donne.
Si distingue, per esempio, una poetessa: Laura Battista. Nata e cresciuta a Potenza nel 1845, citta che in quegli anni era simbolo di reazioni antiborboniche, Laura rappresenterà una delle prime tappe del cammino della donna verso l’emancipazione. Si cimenterà in liriche patriottiche, per poi darsi in anni più maturi anche a liriche dedicate al suo animo e ai suoi amici. La sua vita privata, purtroppo, non fu brillante come quella intellettuale: ebbero inizio gravità economiche e una serie di eventi luttuosi. Morì a 39 anni, una donna inquieta che trovò un pò di pace solo nella poesia.
Devo dire che, parlando di queste donne, la cosa che più stupisce è la loro irrefrenabile audacia, il loro sentirsi “donne forti” e “donne-uomo” nei momenti che lo richiedono.
È il caso di un’altra discendente dei Pomarici: Teodolinda Pomarici. Ella è ricordata dalla stampa soprattutto per aver avuto, ancora diciottenne, una storia d’amore con il poeta Gabriele D’Annunzio, di cui ci è rimasta la loro corrispondenza epistolare. Ma vale la pena ricordare questa donna come una che, nonostante il censo elevato, in seguito a difficoltà economiche aggravate dalla perdita del marito, sia riuscita ad avere l’umiltà e il coraggio di andare avanti. Suo figlio, Ruggiero Grieco, studierà al “Collegio degli orfani degli impiegati statali” e sarà per quattro anni segretario nazionale del Partito Comunista.
Tra queste donne si è distinta anche una suora, Maria Raffaella Pomarici. Nata a Matera, ebbe sempre un amore incondizionato per il prossimo. Risultava uno scempio per il suo cuore vedere dal suntuoso palazzo i vicoli cittadini, in cui regnava povertà e squallore. Ella condivideva il loro dolore, pur non vivendolo. Decise di diventare missionaria, non senza incontrare ostacoli famigliari. Iniziò cosi, per lei, una carriera religiosa imparagonabile, al culmine quando fu eletta Madre Generale della Congregazione religiosa. Un esempio di generosità, di bontà d’animo e di incrollabile fede.
Altra personalità emergente fu Porzia Ulmo. Nobildonna materna, era destinata a sposare Ferdinando Pomarici, figlio di Nicola e residente nella nostra Montepeloso. La mattina del 14 maggio 1713 furono avviati i contratti matrimoniali. Ma dopo quattro mesi Porzia dimostrò di avere carattere da vendere:decise di recedere dai capitoli matrimoniali. I motivi sono sconosciuti, ma certo fu un gesto carico di coraggio e di senso di orgoglio. Ma i Pomarici di Montepeloso non si disperarono, poiché la sorella di Ferdinando, Caterina, restituì alla famiglia quella ricchezza economica negata, sposando un “ottimo partito” di Gravina: Oronzo Santomasi. Gli eventi luttuosi non hanno mai abbandonato questa famiglia: la morte di due figli maschi nello stesso giorno interruppe la continuità per linea maschile. Da un evento così triste emerse la personalità forte di Caterina:ormai 83enne, riuscì a pilotare il cospicuo patrimonio dalle mani dei Santomasi a quelle dei Pomarici. Suo pronipote, Donato Antonio, erediterà il grosso patrimonio, ma con l’ obbligo di aggiungere al cognome Pomarici quello ormai estinto dei Santomasi.questo ingente patrimonio rimarrà alla comunità gravinese, dove oggi vi è allestito un museo.
Che le donne del Mezzogiorno abbiano sempre avuto il dono della tenacia e del coraggio è sempre stata cosa risaputa.
Ma sentir parlare nello specifico delle donne lucane, delle donne irsinesi, come esempi di donne-coraggio, capaci di destreggiarsi nei momenti di difficoltà, devo dire che comporta una certa emozione ed un certo entusiasmo. Esempi da seguire.


Isa Leone


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