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14/05/2005 - GLI ITINERARI RUPESTRI DEL BRADANO IN MOSTRA PRESSO IL CENTRO ARENACEA

In occasione del Convegno Internazionale di Studi sugli archivi e reti monastiche nel medioevo tra Alvernia e Basilicata tenutosi presso la restaurata Sala Conferenze del Centro Arenacea, il 20 e 21 Aprile 2005 è stata presentata alla comunità locale e agli operatori del turismo e della cultura la mostra fotografica sull'habitat rupestre dei comuni appartenenti all'area bradanica. La mostra ospitata presso il Convento San Francesco fino al 22 Maggio 2005 è stata curata dal GAL Bradanica con il contributo della Comunità Europea e della Regione Basilicata al fine di valorizzare e promuovere un itinerario alternativo ai soliti percorsi turistici. Il vasto territorio collinare che si estende lungo il medio corso del fiume Bradano, conserva risorse culturali, artistiche e ambientali ancora poco note; tra questi il vasto patrimonio rupestre costituito da chiese, cantine e ovili presenti nei comuni di Miglionico, Montescaglioso e Pomarico, dai bottini e dagli jusi di Irsina, dai cinti di Grassano e dalle fornaci di Grottole. Una delle specificità che caratterizza questo territorio è data dal fatto che fin dall'antichità la popolazione locale ha utilizzato le favorevoli condizioni geomorfologiche locali per scavare grotte utilizzate per la conservazione del vino, degli animali ed a servizio delle abitazioni e dei luoghi di culto.
Ad Irsina una parte significativa del sistema rupestre urbano si sviluppa lungo il pendio esterno adiacente la cinta fortificata medievale circostante il centro storico. Numerose cantine-grotte si conservano ancora nei piani interrati degli antichi palazzi appartenenti alle famiglie più abbienti. Gli ipogei, detti nel dialetto locale "jusi" sono stati scavati nel banco della roccia arenaria ed adibiti sin dai tempi antichi ad abitazioni, tutt'oggi sono ancora in parte utilizzati a tale scopo dalla popolazione locale. Particolarmente suggestive sono le grandi cantine dei due palazzi Janora e del quattrocentesco palazzo Cantorio-Damato. Altre tracce di vaste cantine si ritrovano nei sotterranei del convento francescano, della cattedrale, del palazzo vescovile, del palazzo ducale ed in ciò che resta del castello normanno-svevo, tanto da poter pensare ad un reticolo di passaggi sotteranei che attraversando il centro storico collega l'interno delle costruzioni con l'esterno della cinta muraria. Di notevole interesse è, anche, la presenza fuori le mura di una chiesa rupestre del IX-X sec., appartenente ad un eremitaggio monastico basiliano, formato da numerose cripte. Nella periferia del paese si segnala l’esistenza di una complassa struttura ipogea, unica opera conosciuta finora in Basilicata, costituita da una fitta rete di cunicoli, i cosiddetti “bottini”, scavati a contatto della falda idrica per captare le acque sorgive che alimentano la fontana monumentale di Via delle Puglie (vedi foto). Durante la settimana della cultura , promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sarà possibile visitare a Irsina i bottini di Fontana Vecchia nei giorni di Sabato 21 e Domenica 22 Maggio 2005, la prenotazione è obbligatoria presso la Cooperativa Arenacea (tel. 0835/518330).
Nel territorio di Grottole, il cui toponimo indica la natura rupestre del paese, una delle specificità è l’utilizzo delle grotte per la localizzazione dei laboratori di produzione delle ceramiche e delle terrecotte. Ai margini del centro storico di Montescaglioso si conserva un grande numero di cantine rupestri ancora oggi utilizzate per la lavorazione delle uve e la conservazione del vino. A Grassano l’azione dell’acqua piovana e l’erosione del vento hanno creato, intorno al centro storico, suggestive pareti verticali utilizzate dalla popolazione locale per realizzare profondi scavi orizzontali, detti comunemente “cinti”, in quanto le grotte sono precedute da avancorpi in muratura eretti direttamente a contatto con le pareti stesse. Presso il territorio di Miglionico, precisamente nel tratto a valle del lago di San Giuliano, dove il fiume Bradano scorre tra spettacolari sponde a picco nel banco calcareo, sono presenti numerosi insediamenti rupestri costituiti da chiese e ovili, detti anche “iazzi”. La configurazione urbana di Pomarico è caratterizzata da un sistema di terrazzamenti degradanti che vanno dalla parte più alta del paese, dove si trova il castello, verso i pianori, dove sono localizzati il palazzo marchesale e il convento francescano. Tali condizioni hanno determinato lo sviluppo di particolari tradizioni costruttive nelle quali prevale al primo livello, in contropendio, la presenza delle abitazioni, mentre al piano terra la presenza di ambienti rupestri scavati nella roccia e utilizzati a servizio delle abitazioni come cantine, stalle, depositi o frantoi.

Articolo a cura di Giuseppe Buonanno

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