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02/11/2005 - Ritrovato forse un pezzo del polittico di S. Eufemia dipinto dal Mentegna per la città di Montepeloso
Potrebbe essere proprio lui uno dei tanti pezzi che costituivano il "capolavoro perduto" della donazione De Mabilia. A sostenere questa tesi lasciamo la parola agli esperti,anche se ritengo opportuno che chiunque abbia notizie possa contribuire con il suo modesto aiuto a fare chiarezza sull'enorme patrimonio scomparso dalla Catterdale di Irsina e sicuramente presente in varie collezzioni private e pubbliche del mondo.
Gli elementi per poter affermare che ci troviamo di fronte ad un'opera dello stesso periodo della Santa Eufemia dipinta dal Mantegna nel 1454 e conservata a Napoli sono davvero tanti, basti mettere a confronto le due opere per capire di cosa stò parlando. Inoltre, se teniamo conto che
nel 1453 o nel 1454 Mantegna sposando Nicolosia Bellini si allea professionalmente con il fratello, Giovanni Bellini, che gli impartisce le idee Donatelliane. mettendo a confronto i due dipinti del Mantegna e del Bellini relativamente allo stesso soggetto: "La Presentazione al tempio" si capisce bene che essi rappresentano rispettivamente l'interdipendenza artistica dei due cognati. Da una parte le innovazioni tecniche e di organizzazione del pittore Padovano e dall'altra parte la preminenza nel campo della luce e del colore del Veneziano .
Questo è confermato nelle due versioni della Presentazione al tempio di Berlino del Mantegna e di Venezia del Bellini. Qualcosa dell'espressività feroce del pittore Squarcione è evidente nella faccia dell'Alto Sacerdote di Mantegna (ciò rimane solo un elemento intonato nella versione di Bellini)l'aspetto Donatelliano del Bambino Gesù, indica le origini Padovane di entrambe le opere. La posa disegnata in prospettiva del Bambino Gesù di Mantegna (meno evidente nella versione Venezia) è vista da un angolo rispetto al retro del 'cubo pittorico': mettendo il Bambino Gesù sul parapetto l'artista dà un misura del retro spaziale mentre proietta contemporaneamente il bambino nel nostro spazio. Però, questa creazione di un ponte tra il dipinto e lo spettatore è evidente solo nella versione del Mantegna. Solo il dispositivo spaziale della prominenza apparirà di nuovo nel lavoro di Bellini.
Inoltre, nella Presentazione al tempio di Berlino del Mantegna si pensa che la faccia che emerge dall'oscurità alla destra della verniciatura sia un autoritratto di Mantegna. Malgrado le discrepanze con il fallimento dell'Autoritratto noto in bronzo nella cappella funeraria di Mantegna a Mantova, è difficile smentire che Mantegna si sia incluso nella tela Berlino. E, se uno accetta che la donna a sinistra della verniciatura è un ritratto di sua moglie, sembra plausibile che ciò sia collegato con il matrimonio del pittore.
Articolo a cura di Giuseppe Buonanno
NELLA FOTO
Anrea Mantegna - Presentazione al tempio (circa 1460) tempera sul legno, 67x86 cm - Staatliche Museen, Berlino
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