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27/08/2004 - Cultura e Folklore: La Notte Della Taranta a Melpignano, Lecce
Salento, terra ricca di vestigia, testimoni di un ricco passato, in cui ben si integravano e si integrano culti indigeni e culti greci.
Salentini, uomini e donne che amano la loro terra, le loro tradizioni, che cercano di mantenere vivo il loro passato, per ben adattarlo al presente.
Ed è in quest ottica che si inseriscono le varie attività culturali salentine.
A paritire dalla valorizzazione dei beni culturali,contestualizzati nel loro dato storico, fino ad arrivare a quella della cultura in senso lato, intesa come valorizzazione delle proprie origini, della propria storia.
È ben noto, infatti, come studenti e gente comune si cimentino da un lato a dare il loro contributo in scavi archeologici o in allestimenti di musei (senza ottenere alcuna retribuzione), dall’altro a mantenere vive le proprie tradizioni, insegnando, per esempio, ai bambini a saper suonare la “pizzica” o, ancora, insegnando loro il cosiddetto “greco salentino”. E’ questa una lingua antica che si parlava in una zona determinata del Salento e che oggi è materie di insegnamento alle scuole elementari.
Si diceva della “pizzica”. A tal proposito, ogni anno, a fine agosto, in un paesino che conta poco o più di 2000 abitanti, Melpignano, si tiene un evento di portata nazionale:”la notte della taranta”. La parola “concerto” risulta molto riduttiva, se si pensa che….alle ore 10 salgono sul palco 60 elementi d’ orchestra, eravamo in 70000 ad aspettare che iniziassero; si accendono le luci, pochi minuti per sistemarsi…e si inizia…la musica si fa spettacolo!
Sembra un sogno, perché non si ascolta solo la musica, ma si rivivono i colori, i sapori e gli odori del Salento.
I musicisti sembrano “tarantolati”, suonano e ballano ininterrottamente. Soltanto adducendo come spiegazione l’ amore e la passione per la tradizione si può dare un motivo alla loro energia infaticabile:suonano a “ritmo di pizzica” per 6-7 ore. Ogni anno, poi, ci sono ospiti internazionali. Quest anno si sono esibiti Giovanni Lindo Ferretti, Franco Battiato e Gianna Nannini, anche loro super carichi ed entusiasti.
È questo un modo molto semplice per rimanere in bilico tra memoria del passato e presente.
In una realtà come la nostra, anch’ essa ricca di storia e di folklore, è davvero un peccato non pensare ad iniziative che ci portino a fare un “tuffo nel passato”.
Basti pensare al gioco dei nostri nonni e genitori: “u pezzl”. I nostri bambini anno cos’ è?eppure è così divertente….! risvegliamo la nostra memoria, non facciamo in modo che il nostro sia un “popolo buio” rispetto a tutti quegli altri che hanno scritto storia!!
Isa Leone
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