user
pass
home
chi siamo
chat
foto
orari bus e treni
numeri utili
 
Sondaggio:

L'estate irsinese 2008 la vuoi con più:

cinema
teatro
sagre
concerti
sport

 

28/02/2007 - Il lungo viaggio di sant’Eufemia

Manco il tempo di rientrare che le due statue sono già pronte per ripartire alla volta di Matera, dove il 28 aprile dovrebbe essere inaugurata la mostra sull’arte veneta in Basilicata. Sono trascorsi dieci anni da quando la dott.ssa Gelao lanciò l’ipotesi del Mantegna autore della sant’Eufemia, ma la classe dirigente, sorda a qualsiasi investimento nel settore dei Beni Culturali, che in realtà può essere occasione di progresso alternativo o complementare, ha lasciato trascorrere inutilmente questi anni, mentre qualche studioso locale ne approfittava per rivendicare la paternità della scoperta. È giunto il momento di fare un po’ di luce sulla vicenda della paternità. Tutto ha inizio nel 1978, quando la Gelao inventariò per conto della Soprintendenza di Matera il materiale esistente nella Cattedrale di Irsina, stimando la sant’Eufemia d’ignoto scultore napoletano del XVI secolo, e la Madonna col Bambino d’ignoto scultore locale del XIX secolo. Nel 1987 il prof. D. Nicolino Di Pasquale pubblicò il poema di Pasquale Verrone, Vita di sant’Eufemia, ma oltre alla traduzione in italiano del poema, al commento che riguardava la vita della Santa, alla diffusione del suo culto, non ci fu, da parte dell’autore, alcun riferimento alla donazione, al de Mabilia, al Mantegna, a qualcosa, insomma che potesse collegare le due statue al noto artista. Nessuna equazione sant’Eufemia = Mantegna. I primi indizi si hanno invece con la stessa Gelao che, leggendo il poema, si rende conto della sua importanza, avvicina le due statue al Mantegna, e nel 1996 pubblica un saggio “Per Andrea Mantegna: una precisazione e una proposta”; nel 2003, dopo aver effettuato ricerche anche nell’ambiente padovano, pubblica “Andrea Mantegna e la donazione de Mabilia alla Cattedrale di Montepeloso”. Questi accenni possono sembrare inutilmente polemici. Ebbene, sono certamente ma serenamente polemici verso chi tenta di mistificare la realtà, verso quelle “tradizioni epicorie dove la pietà può essere edificata, ma non ne sarà edificata la storia”. La decisione di inviare la statua di sant’Eufemia (insieme alla Mater Dei) a Mantova ha certamente portato lustro alla nostra città, ma oggi una nuova mostra fuori dalle mura amiche non è condivisa dagli irsinesi. Di qui il disappunto dell’on. Sgarbi, che dopo l’incontro a Roma con il Sindaco di Irsina, ha attaccato gli irsinesi dicendo che queste resistenze non derivano dalla “comunità civile” (e quale sarebbe?), ma da un “atteggiamento ottuso e feticistico”. La realtà, comunque, è che da Mantova è giunta solo la fama e nient’altro. A tutti è noto che la statua necessita di un restauro, mentre qui si parla di investimenti per la mostra che dovrebbero addirittura arrivare dagli irsinesi. La Gazzetta del Mezzogiorno dell’8/2/07, infatti, parla di un investimento di € 800.000, di cui € 240.000 dovrebbero arrivare dalla Regione Puglia, dalla Confindustria di Lecce e dal Comune di Irsina. Ad aumentare la confusione è la dichiarazione rilasciata da un partito di maggioranza che si dice contrario a mandare le due statue a Matera, perché tale decisione è stata presa da ‘qualcuno?’ tenendo fuori l’Assessore alla Cultura. A dire il vero, si dovrebbe invece chiedere all’Assessore alla Cultura perché permette che altri in sua vece programmino la vita culturale del paese. A ciascuno le proprie beghe, però. Noi siamo convinti che si può passare alla storia anche “per un gran rifiuto” e raggiungere la stessa notorietà, ma siamo altresì convinti che sia giunto il momento che la ‘notorietà’ debba servire a rilanciare il nostro paese. E qui le note dolenti. Basti pensare al Museo Janora: sono decenni che se parla, ma i nostri reperti sono ancora a Matera; alla donazione Romano, ancora in alto mare; agli affreschi della cappella ipogea della chiesa di san Francesco, non ancora visitabili; ai “Bottini di Cantrada Fontana”, di cui s’era fatto un gran parlare, ed oggi silenzio totale; all’organizzazione del ‘Carnevale’, ormai solo un ricordo; alla ‘Giornata della Cultura’ (che vide un investimento di circa € 4.000), di cui si sono perse le tracce; alla Pro Loco di Irsina, ben visibile esternamente, meno sulle entrate e le uscite, sui progetti portati a termine, e sulla “Guida turistica”, di cui si aveva già la disponibilità finanziaria da parte della Regione. In conclusione, si propone che la manifestazione venga organizzata ad Irsina, pur sapendo che non si può riscuotere la stessa attenzione che avrebbe a Matera. D’altronde, non abbiamo qui le persone giuste al posto giusto? Ebbene, utilizziamole.

Michele Calia
Presidente
Associazione Culturale Michele Janora

[Torna all'indice]

 
     
 
storia
arte e cultura
musica
politica
notizie
sport
login rubriche
 
 
 
 
 
 
© 2003 - 2006 irsina.net - WebMaster: Vito Cantacesso - Grafica: Gaetano Amenta