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22/11/2007 - Duecentoventi irsinesi a Rovigno
Una flotta di quattro Autobus con a bordo duecentoventi Irsinesi, giunge per la settima volta negli ultimi quindici anni, accompagnati dal Sindaco Di Irsina Domenico Amenta nella terra Croata Di Rovigno, dove giacciono dalla seconda metà del quattordicesimo secolo le spoglie della Santa Patrona D’Irsina.
Duemilacinquecento chilometri percorsi, in trenta ore, La fatica e gli sforzi compiuti, non sono stati ostacoli insormontabili per i pellegrini ,sostenuti ed incoraggiati dalla fede e la devozione nei confronti della Santa Patrona S.Eufemia.
Tutta l’organizzazione, affidata magistralmente dall’onnipresente Dott. Favale (Presidente Comitato Feste S.Eufemia Di Irsina) e dal suo inappagabile gruppo di volontari del comitato feste Patronale.
Numerose Sono state le visite ai Santuari ed alle chiese di : Rovigno – Fiume –e Porac – (cittadine dell’ Istria Croazia) e tanti sono stati i momenti di grande commozione. Tra i percorsi e le visite tengono banco le tante testimonianze e ricordi legati a questo ed agli altri viaggi fatti in precedenza in questa terra.
“ Quando siamo arrivati qui per la prima nel 1993 insieme allo scomparso ed indimenticabile “Don Vito Manfredi”, vero pioniere degli Irsinesi a Rovino, la scena che si presentò d’avanti ai nostri occhi era surreale – dice Eufemia Dragonetti- dalle difficoltà logistiche, mancanza di cibo, alberghi con poche camere e soprattutto la diffidenza da parte delle persone del posto. Tanta paura sicuramente giustificata dalle ferite ancora aperte di una lunga e sanguinosa guerra che aveva coinvolto in parte anche loro. Essere oggi qui seduti comodamente sui divani di questo bellissimo albergo fa ben capire ed apprezzare gli sforzi compiuti da questo popolo e soprattutto la loro grande voglia di riscatto”.
Il sindaco Amenta durante il suo saluto ha più volte ribadito l’importanza di questo viaggio. “Questi viaggi rinforzano la fede-afferma Amenta- e rafforzano il proprio pensiero rispetto al mondo che si vive fuori dalla nostra comunità.
Quanto affermato, trova riscontro nella metamorfosi vissuta in quest’ultimo decennio dal popolo di questa terra che oltretutto deve servire per incoraggiare maggiormente, chi, oggi parte meno svantaggiato, rispetto al martirio fraterno subito da queste popolazioni nell’ultimo ventennio.
Tra l’altro, bisogna necessariamente migliorare la comunicazione e le relazioni con questa città, perché considerato oggi il legame che ci unisce –conclude Amenta- la sentiamo anche un pò nostra.
Fondamentale è il pensiero espresso dal Parroco della Parrocchia della Chiesa Di S.Eufemia “ Don Milan” persona umile e generosa molto legato all’amicizia degli Irsinesi.
“Qui a Rovigno – dice Don Milan- ogni anno vengono a visitare S.Eufemia circa 40.000 visitatori e devoti, ma il sarcofago dove riposa la nostra Santa viene aperto e concessa la visione solo ai fedeli. Tra tutti, i visitatori che giungono da ogni parte dl mondo il movimento più forte dell’amore per la nostra S.Eufemia, è quello proveniente da Irsina, che qui è venuto per tante volte consecutive e con tanta gente al seguito,-conclude Don Milan- i fedeli di Irsina sono considerati da noi padroni di questa chiesa e potranno disporre della nostra amicizia ogni volta che lo riterranno opportuno”.
Questo viaggio si conclude con la fiaccolata per le strade del centro fino a giungere alla porta della cattedrale con un testimone: Don Giuseppe Di Tolve, giovanissimo parroco Irsinese ma che esercita la sua missione sacerdotale nella parrocchia Santi Medici di Bernalda.
“ La mia ordinazione sacerdotale l’ho affidata nelle mani di S.Eufemia - con evidente emozione Don Giuseppe- che stà a significare: che sarà lei a guidarmi in tutte le mie giornate ed in tutte le cose che io farò. Oggi S.Eufemia stà ottenendo un maggiore e giusto risalto, grazie anche ad alcune recenti scoperte artistiche a lei assoggettate.
La mia fede e la devozione a S.Eufemia mi impegna a trovare lo spazio ed il tempo necessario per far si che si migliori sensibilmente, la conoscenza del grande martirio vissuto dalla nostra Santa Patrona, come esempio di fede e di amore verso il nostro Signore –conclude Don Giuseppe.
Mimmo Donvito
Foto di A. Catena
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