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22/04/2008 - Le opere dell’artista Luigi Arpaia in mostra a Rimini
Per l’appuntamento annuale di “Saluserbe 2008” a Saludecio in provincia di Rimini ritorna la mostra di opere artistiche tutte ispirate alla difesa della natura.
Quest’anno il tema proposto è “Dal Gelso al Baco da Seta”.
Tra gli artisti presenti alla mostra, che si terrà nei giorni 24, 25 e 26 aprile, ci sarà anche l’irsinese Luigi Arpaia con la sua ultima opera “Studi per sogni mai realizzati”.
L’appuntamento di Saluserbe 2008 è stato realizzato con il patrocinio della Provincia di Rimini e della Regione Emilia Romagna, dalla Cooperativa “Genius Loci” di Castel Abbate (SA) impegnata in difesa della natura.
Insieme alla direttrice dell’associazione “Genius Loci”, Marisa Russo, tra l’altro ideatrice della mostra, abbiamo provato ad entrare dentro alla suggestiva manifestazione che è artistica, ma anche sociale.
“Il progetto nasce, dice Marisa Russo, per proteggere gli alberi dei gelsi, abbattuti e non considerati da quando non furono più necessari per cibare i loro bachi da seta. Il gelso è un albero che ci ha accompagnato da sempre nei vari percorsi storici ed artistici, e come tutti sapranno con la sua importante attività di anima vitale per la realizzazione della seta.
La mostra è tuttavia con il suo linguaggio simbolico anche una rivalutazione del “Sogno e della Sensualità”- afferma la Russo – tra dipinti, sculture artistiche, sete e musiche orientali”.
Gli artisti che parteciperanno alla mostra sono numerosi e arrivano da tutta l’Italia.
Marisa Russo ci parla dell’artista irsinese Luigi Arpaia.
“Luigi Arpaia è un estroso artista lucano autodidatta; sin da piccolo evidenzia talento artistico segno di una inconfondibile discendenza artigianale.
Nelle sue opere prevale la scomposizione delle forme e delle figure che esalta con la particolare tecnica di “applicazioni in filo di ferro con inserimenti di vetrini spectrum”.
Ha partecipato a numerose manifestazioni di prestigio e conseguito ambiti premi e riconoscimenti (ultimo il premio della critica, medaglia d’argento, al concorso nazionale Natiolum a Bari).
“Il Bozzolo” di Arpaia appare rigido, freddo, con la sua struttura di ferro, di colore nero, ma nell’interno luci e vetrini colorati si lasciano intravedere, comunicando così una tenerezza nascosta, un sogno custodito e protetto dalla struttura esterna!
Sento, in questa scelta di Arpaia – conclude Russo – un bisogno intimo di trovare nel materiale duro, da lui forgiato, una sicurezza, una stabilità che dia certezza, proteggendo emozioni colorate come quei vetrini!!
Le sue opere, pur se spesso piatte, le installa distaccate dal muro creando “giochi di ombre” in cui l’autore si compiace. La realtà o l’ombra della realtà, la materia e la sua dissolvenza parlano di dualità in cui il pathos è sempre presente nell’esistenza. Inconsciamente egli sembra avere il bisogno di dichiararlo e quindi di superare tutto con l forza creativa”.
Mimmo Donvito
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