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08/07/2008 - Arpaia, l'artista che plasma il ferro

Dopo il successo riminese, nuovi appuntamenti per lo scultore Luigi Arpaia : L’Artista che plasma il ferro
E’ partito il 26 giugno scorso il tour estivo 2008 dell’artista Luigi Arpaia con la mostra “Officina dei Segni”. Prima tappa a Bernalda (MT) presso la galleria d’arte “Incontro”. Dopo la mostra di Saluserbe svoltasi a Rimini l’aprile scorso, dove Arpaia ha partecipato insieme ad artisti provenienti da tutto il mondo, con opere ispirate al tema “Il baco da seta”, l’artista irsinese non si è concesso pause e neppure messo freni alla sua passione e all’amore per l’arte.
Infatti Arpaia ha lavorato sodo per presentarsi questa estate ad alcuni importanti appuntamenti.
Dopo Bernalda Arpaia presenterà le sue sculture a Cava dei Tirreni (SA), a Venosa (PZ), a Gravina (BA), un viaggio che durerà tutta l’estate e che si concluderà nella sua Irsina.
Abbiamo chiesto ad Arpaia a cosa si è ispirato per la realizzazione delle sue opere.
“Non c’è una risposta unica e diretta- dice Arpaia- alle domande che in tanti si fanno durante le visite alle mie realizzazioni. La scelta dei materiali è dettata solo dal caso, ho scelto di esprimermi con questo materiale, solo perché mio padre era un artigiano che lavorava il ferro, quindi mi sono trovato da sempre tra le mani questa materia, ma tuttavia ritengo che non sia solo questione di materia. Attraverso il dialogo con questo materiale che può sembrare, in apparenza, duro e freddo, io riesco ad esprimermi al meglio modellandolo e plasmandolo esattamente come i sogni che ognuno di noi vorrebbe realizzare, costruendo dal nulla forma e sagome tridimensionali solo con l’ausilio della fantasia, l’estro e la sapienza delle mie mani.
L’obiettivo che inseguo è quello di dare sentimento ed essenza ad una materia inanimata: il dialogo con essa si apre fin dai primi momenti della lavorazione e non termina più. Nel momento in cui riesco a trovare una intesa, per me, è come aver tirato fuori un essenza, un sogno realizzato”.
In effetti le creazioni dell’artista irsinese non sono gelide rappresentazioni, ma calde e morbide figure che catturano l’attenzione dello spettatore. Dietro ogni figura, ogni segno che contiene in nuce l’esperienza dell’arte che riflette su se stessa e sul mondo, si cela un percorso narrativo una storia, una esperienza di vita, il desiderio di raccontare e raccontarsi.
(Dal Quotidiano del 03/07/2008)

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