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30/07/2008 - Arpaia incanta la movida di Bari
L’artista irsinese Luigi Arpaia, riconosciuto nel ambiente artistico come “l’artista di ferro” per le sue opere realizzate totalmente con il filo di ferro o materiali analoghi, ha colpito ed entusiasmato i tantissimi giovani baresi, con la sua Personale d’arte che si sta svolgendo a Giovinazzo (Bari), essendo proprio questa città dell’interland di Bari, il punto di richiamo , più forte della vita notturna dei giovani baresi.
Con il suo lungo tour, Arpaia è stato già a Bernalda (Matera), Cava dè Tirreni (Salerno), in questo momento a Giovinazzo (Bari) per poi ancora continuare fino a fine estate con altre numerose tappe. Nella tappa di Giovinazzo, Arpaia si apre a un confronto a tutto tondo con i giovani, molto attratti dalle sue opere.
Nell‘incantevole scenario del Bastione nella baia di Giovinazzo, Arpaia s’immerge in numerosi dibattiti, facendo venir fuori anche alcune critiche nei confronti della scuola, dei media e un po’ tutte le istituzioni che a suo dire, “hanno messo in secondo piano il mondo dell’arte-dice Arpaia- proprio il popolo italiano che per antonomasia è sempre stato ricco di arte e di artisti.
Mentre, invece,forse non tutti sanno, che proprio grazie alla grandezza dell’arte, oggi esistono terapie impiegate da alcune cliniche specializzate, per la cura delle malattie depressive, che approfittando di un trattamento chiamato”arte e terapia” riescono a curare e guarire anche pazienti che non avevano mai tenuto un pennello in mano.
I medici affermano che riuscire ad esternare inconsciamente attraverso la pittura, anche nel silenzio del malato che non si esprime verbalmente, porta il malato ad uscire fuori dall’isolamento in cui si trova, grazie al dialogo che si apre con la luce dei colori”.
L’art-director Antonella Merra è la curatrice della personale di Luigi Arpaia nell’incantevole scenario del “Bastione”, vero fiore all’occhiello della baia di Giovinazzo, ha riportato alcuni spunti critici sulla mostra di Arpaia: “quando si è educati all’arte, al bello, all’intelligenza intrinseca di alcune opere che vanno lette a mente aperta .
Arpaia porta avanti una sua originale ricerca tesa a rappresentare con elementi matrici la purezza della scomposizione della forma.
Dove l’artista mantiene costante la tensione a rappresentare i nessi naturali tra visibile ed invisibile, si avvale di un forte rapporto con la fantasia per dar modo ad una ricerca interiore di grande impatto e creatività”.
Mimmo Donvito
Dal QUOTIDIANO della Basilicata Domenica 27 luglio 2008
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