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12/09/2008 - Ad Irsina negato il diritto alle cure e il diritto alla libera scelta

L’ambulatorio di Fisiochinesiterapia “San Mauro s.r.l.” ( uno dei pochi servizi ancora presenti ad Irsina) rischia la chiusura per le politiche di risparmio e di razionalizzazione della spesa sanitaria messe in atto dalla direzione aziendale dalla A.S.L. 4 di Matera.
Per attuare questa politica , la direzione aziendale della ASL di Matera è giunta, in un incontro tenutosi a Matera pochi mesi fa , ad ammonire i medici di famiglia del nostro comune , di far pagare di tasca loro le prestazioni in esubero rispetto ai budget rispettivamente assegnati per la fisioterapia. Praticamente la nostra salute si misura con un budget o “numeri” che non si “possono superare” senza neppure tener conto del contesto socio economico di Irsina che presenta un terzo della popolazione di ultrasessantacinquenni.
Altra azione messa in campo dalla direzione aziendale della ASL è quella di costringere i medici di medicina generale, a mandare obbligatoriamente a visita specialistica Fisiatrica i propri assistiti presso l’ospedale Madonna delle Grazie di Matera o presso il centro Don Gnocchi di Tricarico creando notevoli disagi di mobilità specialmente per coloro i quali non hanno mezzi propri o vivono soli. Queste due azioni messe in atto dalla ASL di Matera vanno in netto contrasto non solo con i fondamentali diritti dei cittadini sanciti nella costituzione cioè “Il diritto alla salute ed alla libera scelta” ma anche in opposizione a quelle che sono le “Linee Guida emanate dalla Regione Basilicata nel 2004 , dove è il medico di medicina generale che sceglie o meno di avvalersi della consulenza specialistica per poter prescrivere ai propri assistiti le terapie o i trattamenti di cui necessitano senza diventare dei meri esecutori di disposizioni imposte dal Direttore Generale o dal Direttore Sanitario di turno. Tra l’altro la direzione aziendale dalla ASL deve spiegare perché il cittadino deve essere costretto a recarsi presso una struttura privata accreditata quale quella del Don Gnocchi di Tricarico che ha gli stessi requisiti di una qualsiasi struttura sanitaria autorizzata e accreditata dal servizio sanitario regionale (non ce l’abbiamo con il Don Gnocchi) e non potersi rivolgere direttamente all’ambulatorio di fisioterapia di Irsina per poter effettuare la visita specialistica. Vi è poi un secondo problema di non secondaria importanza che è la perdita di cinque posti di lavoro che il piccolo centro garantisce, persone giovani e con famiglie da mantenere che con la chiusura dell’ambulatorio si vedrebbero costretti, a trasferirsi altrove per poter lavorare. Ed è per questi motivi che questo comitato spontaneo che si rivolge a tutti i cittadini di Irsina per sensibilizzare i nostri amministratori in primis a farsi carico di questo problema. Siamo certi e convinti che tutti i cittadini indipendentemente dalla collocazione politica ci affiancheranno in questa azione di sensibilizzazione e di protesta.

“ Il servizio sanitario nazionale assicura i livelli essenziali e uniformi di assistenza definiti dal Piano sanitario nazionale nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno alla salute, dell’equità nell’accesso dell’assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze, nonché dell’economicità nell’impiego delle risorse.”
A tutela di questo importante diritto la legge prevede pesanti sanzioni nei confronti di chi volesse limitarlo o impedirlo, infatti chiunque nella pubblica amministrazione ( pubblico funzionario, medico di famiglia, responsabile di struttura sanitaria ) rifiutasse le cure necessarie al paziente, incorrerebbe, nella fattispecie dell’articolo 328 del codice penale (sentenza della corte di Cassazione n.33018) a denunce o reclami in via amministrativa da presentarsi entro quindici giorni, dal momento in cui l’interessato abbia avuto conoscenza dell’atto o comportamento entro cui intende opporsi.
Altra informazione fondamentale per far valere il proprio diritto alla salute è quella relativa al diritto di “libera scelta”. Ogni cittadino quindi, ha il diritto di scegliere prima di tutto se curarsi o meno e può scegliere liberamente il proprio medico di base e la struttura sanitaria. Il medico può solo consigliare, ma non pretendere , che il cittadino si rivolga a determinati presidi, istituti o luoghi di cura.
Come si capisce, da queste norme discende un vero e proprio “ potere” che il cittadino può esercitare liberamente con la facoltà di scelta.


la redazione

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