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25/09/2008 - Pettegolezzi di Irsina infangano il centro San Mauro
Una frase detta con leggerezza, se a qualcuno scarica la coscienza, a noi ci logora e ci danneggia ulteriormente, sia come persone sia come immagine che il San Mauro in tanti anni ha costruito.
Il dato di fatto è che ad oggi il Centro è chiuso, due fisioterapisti sono costretti ad andare a lavorare fuori tutti i giorni, due sono in aspettativa a casa, e tanti utenti che hanno bisogno di terapie rinunciano a curarsi perché impossibilitati ad andare altrove…. Sono queste le cose di cui bisogna discutere ammesso che ci sia da parte di tutti la volontà di conservare ciò che si ha.
L’Ambulatorio di FKT “San Mauro” sta attraversando una burrasca che si trascina ormai da quasi un anno, tanti problemi che uno dopo l’altro non hanno fatto che aggravare una situazione già non facile.
Come cittadina acquisita di Irsina ma soprattutto come persona informata sui fatti ”scopro” con profonda amarezza come sia facile infangare il lavoro di diverse persone (Amministratore del Centro , Direttore tecnico fisioterapisti e mio personale) che si sono impegnate costantemente e con serietà per la buona riuscita di un servizio reso all’intera collettività.
Per noi, che al Centro ci lavoriamo, sembra quasi logico parlare di un accanimento da parte dei vertici più importanti della nostra ASL, anche se in più occasioni Loro hanno ribadito che cosi non è.
Accettando pure l’ipotesi che tutti i problemi che ci hanno investito siano nati per una sorta di “destino avverso” , comunque non riusciamo a spiegarci come la gente quella da cui più ci aspettavamo solidarietà, quella che doveva trainare questo gruppo ad andare avanti nonostante tutto, MORMORI CONTRO.
Il mormorio “pettegolo” lo possiamo accettare quando arriva dalla gente che parla senza cattiveria, che parla “per sentito dire” che ascolta senza dare il giusto peso alle parole! Ma diventa impensabile poterlo accettare quando a “sparlare” sono le persone più in vista nel paese, quelle per cosi dire serie e rispettabili, quelle che si ritengono informate sui fatti.
A quelle persone, la sottoscritta, si rivolge personalmente chiedendo umilmente di evitare le supposizioni personali e la presunzione di aver capito tutto. Prima di esprimere qualsiasi cattiveria gratuita sul nostro lavoro vi chiedo maggiore rispetto , vi chiedo di informarvi sui fatti (anche venendo in ambulatorio), di leggere i giornali, di leggere i comunicati stampa.
Noi tutti non abbiamo nulla da nascondere, nulla da temere, abbiamo lavorato sempre nella massima trasparenza e soprattutto nel massimo rispetto di chi, in primis, ha usufruito del servizio.
Anna Matteo e i Fisioterapisti
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