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08/02/2009 - Considerazioni sull'attribuzione della Santa Eufemia a Pietro Lombardo












In occasione della mostra di Andrea Mantegna, a Parigi sono stato, in compagnia del giovane musicista irsinese Angelo Trabace, ospite con lui di amici parigini del nostro corso di pittura Irsina Arte.
Ho avuto modo con loro in quella occasione di visitare la bella e affollatissima mostra su Andrea Mantegna al Louvre, apprezzandone l’allestimento e la cura organizzativa.
Nota dolente, l’attribuzione a Pietro Lombardo della nostra scultura irsinese.
La dicitura Pietro Lombardo senza neanche un punto interrogativo nella nota didascalica in mostra e in forma più chiara senza lasciar alcun dubbio nel catalogo che ancora conservo con me(allego foto), mi ha sorpreso. Dico sorpreso perché comunque parte di una proposta attributiva(fra l’altro già fatta dal Ceriana nel 2002) a cui non mi sembra sia succeduto un vero proprio studio (aspetto in caso contrario una documentata smentita).
Quell’assenza di un punto di domanda affianco al nome Pietro Lombardo dicevo, mi è sembrata illogica visto la collocazione della scultura: risalente si dice nella mostra al 1470 circa, quindi non inseribile come invece lo era, all’interno della parte del Mantegna giovane della mostra. Anche l’accostamento al quadro giovanile di Capodimonte pur giustissimo se l’attribuzione cadeva sul Mantegna, secondo me in questo caso non giustificava la compresenza in questa occasione: Pietro Lombardo 1470 - Andrea Mantegna 1454.
Sarebbe interessante credo per tutti sapere a questo punto le motivazioni del celebre studioso Giovanni Agosti (viste le sue ferme convinzioni attributive) che hanno portato la nostra scultura a essere esposta in occasione di una mostra a Parigi su Andrea Mantegna.

Rimandando i particolari della pur difficilissima attribuzione ad altri,comunque ad altra sede e momento, pur constando molto superficialmente alcuni caratteri stilistici affini della nostra scultura ad alcune opere padovane dello scultore Lombardo, preciso due cose già dette da altri:
-Pietro Lombardo formatosi alcuni anni a Firenze non ha mai realizzato per quello che di suo ci rimane, una scultura policroma, preferendo la monocromia del materiale alla maniera toscana, monocromia fra l’altro usatissima anche dal suo più celebre figlio Tulio. Non dimentichiamo che la Santa Eufemia irsinese oltre ad essere straordinariamente scolpita è in maniera altrettanto straordinaria dipinta.
-Pietro Lombardo non poteva essere a Padova nel 1454 anno della donazione (egli arriva certamente alla fine degli anni 60’in città,15 anni dopo quindi). L’anno 1454 è documentato invece nella data che compare sul quadro della santa Eufemia di Capodimonte (opera "sorella" che in questo caso Lombardo non poteva conoscere, non essendo presente in quegli anni in loco) e incisa sulla colonna in pietra di Nanto ancora presente nella cattedrale di Irsina.

Nicola Dinoia

Con l’augurio che questa discussione si evolva senza strumentalizzazioni inutili, invitiamo a contemplare questa nostra scultura per la sua straordinaria bellezza e ad accoglierla per il suo inafferrabile mistero...

Coop. Arenacea

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