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18/07/2009 - Scioperi alla Fiat di Melfi

Alla Fiat di Melfi gli operai stanno scioperando da giorni.
Due, tre ore al giorno di sciopero per ogni turno.
Chiedono le 1100 euro del premio di risultato, soldi che nel 2008 hanno avuto e che invece quest’anno il padrone non vuole dare.
Scioperi sostenuto dai delegati Rsu della Fiom della Failms e dalle organizzazioni sindacali di base.
Nei primi giorni di sciopero gli operai non erano in tanti.
Poi con il passare del tempo gli operai in sciopero sono aumentati, le linee si sono fermate e la produzione è stata bloccata.
Nonostante le forze antioperaie mistifichino la realtà e dicano che gli operai non hanno diritto ai 1100 euro perché in realtà così vuole il padrone, gli operai si stanno ribellando, scioperano in massa e i cortei interni sembrano fiumi in piena.
Una massa di operai in sciopero che sta condizionando anche quella parte di operai che ancora non scioperano perché imbrigliati dai sindacati più vicini al padrone.
Sindacati e sindacalisti che con i loro modi clientelari sono riusciti a convincere e a dividere anche alcuni operai che hanno partecipato alla lotta dei 21 giorni con gli altri operai combattivi.
Si è visto nelle assemblee richieste in questi giorni.
Mentre molti operai erano in sciopero per chiedere i 1100 euro, i sindacalisti di Fim e Uilm dopo avere convinto altri operai a non scioperare, hanno tentato di svolgere le assemblee senza la Fiom e la Failms come le altre volte.
Si sono fatti spalleggiare da alcuni lavoratori (che in fabbrica ricoprono postazioni meno pesanti e fuori possono fare i buttafuori nelle discoteche) e volevano parlare del rinnovo del contratto nazionale.
Per gli altri operai una vera provocazione.
I sindacalisti che non sostenevano gli scioperi, nonostante il sostegno di alcuni lavoratori che sono stati convinti in questi anni a passare con le loro organizzazioni sindacal i, non hanno potuto parlare.
Un’ora e mezza di assemblea per ogni turno dove i sindacalisti ogni qualvolta che cercavano di prendere la parola, venivano coperti da fischi.
Forse in molti cercavano la provocazione ma non ci sono riusciti.
L’azienda ha tentato di intimorire gli operai facendo arrivare delle lettere di contestazione ad uno degli operai più combattivi dello stabilimento. L’accusa è di aver abbandonato il posto di lavoro senza autorizzazione, in realtà l’operaio ha solo scioperato insieme a decine di altri suoi compagni. Una intimidazione, che invece di spaventare gli operai li ha ancora di più fatti incazzare. Nei giorni successivi gli scioperi sono ripresi ancora più massicci di prima e anche gli operai più titubanti e frenati dai sindacati filopadronali stanno iniziando ad aggregarsi alla massa degli operai in sciopero.

Donato Petrillo

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