| |
18/01/2010 - Un irsinese al fianco del mitico boss americano Al Capone
Giovanni Torrio, soprannominato The Fox (la volpe) (Irsina, febbraio 1882 – Chicago, 16 aprile 1957), è stato un criminale italiano. Noto anche come “la Volpe”, contribuì alla formazione del Chicago Outfit negli anni venti, che sarebbe poi stato comandato dal suo protetto Al Capone. Fu uno dei primi a gettare le basi per la nascita del sindacato nazionale del crimine negli anni trenta e in seguito divenne un consigliere non ufficiale della famiglia Genovese.
Nato come Giovanni Torrio , il padre morì quando questi aveva due anni e sua madre emigrò a New York. Cresciuto nei bassifondi del Lower East Side di Manhattan, il primo lavoro di Torrio fu portiere della drogheria del patrigno, che era centro di ritrovo per lustrascarpe e alcolizzati; divenne in seguito buttafuori in un bar malfamato. Da ragazzo, Torrio divenne capo di una gang di strada di New York detta della via James. Conservò abbastanza denaro da permettersi di aprire una sala da biliardo per il gruppo, fuori dalla quale incrementava attività illegali come gioco d'azzardo e strozzinaggio. L'acume affaristico di Torrio attirò Paul Kelly, l'allora capo della Five Points Gang. Nel 1905, la James Street Gang venne trasformata nel ramo giovanile della Five Points, affinché i membri di quest'ultima potessero prestarvi una sorta di allenamento e Torrio divenne luogotenente di Kelly. Torrio ammirava molto Kelly, che all'epoca gli insegnò molto sul crimine organizzato. Kelly lo convinse a comportarsi e vestirsi elegantemente e comportarsi come un uomo d'affari. Le lezioni imparate da Kelly rimasero con lui per tutta la sua carriera; si guadagnò il soprannome di “Volpe” per la sua astuzia e i modi diplomatici. Presto, Torrio formò alcune operazioni a suo vantaggio nel porto di Brooklyn. La sua gang controllava affari legali, ma si concentrava soprattutto sul gioco d'azzardo e sulle entrate provenienti dalla scommesse, strozzinaggio, dirottamento merci, sfruttamento della prostituzione e spaccio di oppio. Torrio pagava spesso i giovani ragazzi del quartiere affinché facessero delle commissioni per lui; tra questi vi era Al Capone, che si guadagnò presto la sua completa fiducia. Capone era un membro del ramo giovanile della Five Points Gang ed entrò presto di diritto in quella vera e propria. Torrio gli diede il posto di barista all'Harvard Inn, un bar di Coney Island gestito da un socio in affari di Torrio, Frankie Yale.
Nel 1909, sua zia, Victoria Moresco, chiese a Torrio di venire a Chicago. Moresco, una donna molto famosa, era sposata con Giacomo “Big Jim” Colosimo, un potente boss e magnaccio. Colosimo era stato minacciato dal racket della Mano Nera e Victoria voleva che Torrio lo aiutasse. Torrio contattò la Mano Nera e fu d'accordo a pagarli. Quando gli uomini della Mano Nera arrivarono al luogo dell'incontro sulla Archer Avenue per prendere il denaro, i killer di Torrio li uccisero. Torrio decise allora di stabilirsi a Chicago e lasciò Yale a capo delle sue operazioni a New York. Torrio divenne il responsabile del quartier generale della gang di Big Jim, il Colosimo's Cafe. Nel 1919, Torrio e Colosimo aprirono un nuovo saloon che funzionava sia come sala da gioco sia come bordello, il Four Deuces, e Torrio vi trasferì le sue operazioni. Torrio sposò una ragazza ebrea, Anna Jacob. La amava e le rimase fedele, ma non le rivelò mai nessuna delle sue operazioni criminali. Nel 1918, Yale contattò Torrio e chiese che portasse Capone a Chicago; Capone aveva bisogno di scappare da un'indagine in corso contro di lui per omicidio e di ripulire la sua immagine. Capone divenne un buttafuori in uno dei bordelli di Torrio a Chicago e presto un dirigente del Four Deuces. Due anni dopo entrò in vigore il Proibizionismo e la produzione e la vendita di alcolici divennero illegali. Torrio capì subito che lo smercio di alcolici avrebbe portato enormi guadagni e premette su Colosimo per farlo entrare nell'affare, ma questi rifiutò; si accontentava delle sue attuali attività. In più, Colosimo credeva che l'allargarsi ad altri tipi di affari avrebbe attirato ancora di più l'attenzione della polizia e delle gang rivali. Nello stesso periodo, Colosimo divorziò da Victoria, zia di Torrio, e sposò Dale Winter, una giovane cantante, appena tre settimane dopo ed ella iniziò ad avere una forte influenza su di lui. A questo punto, Torrio si rese conto che Colosimo era un serio ostacolo per la sua carriera criminale. Con l'approvazione degli alleati di Colosimo, i fratelli Genna e Aiello, Torrio fece venire Yale a Chicago per uccidere Colosimo. L'omicidio avvenne l'11 maggio 1920 nell'atrio principale del Colosimo's Cafe. Nessuno venne mai accusato dell'omicidio. Torrio s'impadronì dell'impero criminale di Colosimo ed iniziò ad avventurarsi negli alcolici.
Nel corso degli anni venti, Torrio e Capone furono a capo dell'espansione del Chicago Outfit nel gioco d'azzardo, nello sfruttamento della prostituzione e nello smercio di alcolici. L'Outfit controllò presto il Loop (area dei bassifondi della città) oltre che il South Side. Tra i vari scopi vi era anche quello di ottenere il controllo della Gold Cost, il che attirò l'ira dei potenti Northsiders irlandesi comandati da Dion O'Banion. L'Outfit e la North Side Gang strinsero una fragile alleanza, ma la tensione tra O' Banion e i Genna (che erano alleati dell'Outfit) sulle zone d'influenza aumentò. I Genna volevano uccidere O'Banion, ma Torrio, che non voleva scatenare una guerra, si oppose. Alla fine la tensione venne del tutto a galla, quando O'Banion imbrogliò Torrio con uno stratagemma e lo fece finire in galera. Persa la pazienza, Torrio ordinò che O'Banion venisse ucciso. Il 10 novembre 1924, O'Banion venne assassinato nel suo negozio di fiori da Yale, John Scalise e Albert Anselmi. L'omicidio di O'Banion avrebbe scatenato una feroce e sanguinaria guerra tra gli irlandesi e l'Outfit che avrebbe cacciato Torrio da Chicago. I Northsiders Earl Weiss, Vincent Drucci e George “Bugs” Moran erano determinato a vendicare l'omicidio di O'Banion ed ebbero quasi successo il 24 gennaio 1925. Torrio stava tornando al suo appartamento al 7106 sulla South Clyde Avenue dallo shopping con Anna. Una raffica di colpi di Weiss e Moran colpì la macchina di Torrio, infrangendo i vetri. Torrio fu colpito alla mascella, al petto, all'inguine, alle gambe e all'addome. Moran tentò di sferrargli il colpo di grazia, sparandogli alla testa, ma rimase senza pallottole. Drucci disse che era ora di andare e i tre lasciarono la scena del crimine, credendo che Torrio sarebbe morto, ma questi riuscì a sopravvivere. La guerra tra la North Side Gang e il Chicago Outfit continuò per diversi anni ancora. Gli irlandesi, insieme ad Al Capone, decimarono i Genna e costrinsero i sopravvissuti all'esilio, quindi i primi si volsero contro Capone, una guerra che portò morti da entrambe le parti e diversi attentati contro Capone e che sarebbe continuato alla strage di San Valentino, il tentativo finale di Capone di sbarazzarsi di Moran. La strage fallì e Moran sopravvisse. Essa attirò fra l'altro l'attenzione del governo e portò alla condanna di Capone per evasione fiscale. Torrio si riprese presto dall'attentato. Capone gli mise delle guardie intorno affinché il suo capo fosse al sicuro. In tutto il suo trauma, Torrio osservando la legge dell'omertà, non fece mai i nomi dei suoi assalitori. Dopo il suo rilascio dall'ospedale, Torrio scontò un anno di prigione per violazione delle leggi sul proibizionismo. Durante il suo regno come boss di Chicago, Torrio si era reso conto del massiccio incremento di violenza nel crimine organizzato. L'esperienza dell'attentato lo scosse fortemente e unita alla condanna carceraria e alla crescente difficoltà lavorativa, si convinse a ritirarsi. Torrio si trasferì in Italia con sua moglie e sua madre, dove non ebbe più contatti diretti col crimine organizzato. Cedette tutte le sue attività e il controllo dell'Outfit a Capone.
Negli anni trenta, Torrio tornò negli USA per testimoniare al processo di Capone. All'epoca, suggerì ai signori del crimine di New York come Lucky Luciano di creare un unico sindacato criminale che comprendesse le grandi come le piccole gang messe costantemente sotto controllo. La sua idea fu apprezzata e lui stesso venne grandemente rispettato, oltre ad essere considerato un uomo di stato all'interno della malavita. Forte di quest'idea, Luciano fondò il Sindacato Nazionale del Crimine. Nei suoi ultimi anni, Torrio tornò in America per vivere a New York. Nel 1957 ebbe un attacco cardiaco mentre si trovava sulla poltrona del barbiere. Johnny Torrio morì diverse ore dopo in ospedale. I media seppero della sua morte solo tre settimane dopo il funerale.
[Torna all'indice]
|
|