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07/12/2004 - Merita più attenzione la figura del grande compositore barocco Giovanni Maria Trabaci
Con la speranza di ridare lustro ad uno dei grandi compositori della storia della musica, riportiamo all'attenzione dei nostri visitatori il testo scritto da un esperto di musica barocca che così riporta notizie sul genio Irsinese: "Chi sia passato in questi anni da Irsina può solo con qualche fatica immaginare cosa fosse la Valle del Bradano quattro secoli fa: la luna. Laggiù nacque Giovanni Maria Trabaci nel 1575 ma a diciannove anni era a Napoli, tenorista nella Cappella dell'Annunziata e organista all'Oratorio dei Filippini. Le biografie, scarne, non parlano di viaggi: è assai probabile che Trabaci non si sia mai mosso dalla grande capitale meridionale, dove morì nel 1647 nel Monastero della Trinità degli Spagnoli, dove si era rifugiato per sfuggire all'insurrezione popolare contro l'imposizione di una tassa sulla frutta.L'opera di Trabaci, musicista colpevolmente emarginato, mostra globalmente, nella sua ricchezza, come le idee circolassero, anche in assenza di internet e telefonini, laddove vi fossero motivi di interesse, e come giungessero in prossimità di menti ricettive; la musica organistica del compositore di Irsina, di limpida originalità, "anticipa Frescobaldi con quella irrequietezza, tipicamente barocca, fatta di improvvisi mutamenti di figurazioni, di ritmi cangianti, di arditezze armoniche..." (O. Mischiati), e sul piccolo organo storico di Carlo Russo (1713) i diciotto pezzi tratti da due Raccolte del 1615 sono vitalizzati da Michèle Dévérité con bel piglio strumentale e devota cantabilità."
Umberto Padroni
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Rubrica culturale a cura della redazione
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