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25/01/2006 - Riportiamo alcuni dati statistici sulla nostra città
Irsina ha un'economia in larga parte basata sulle coltivazioni agricole, che impegnano il 26% della popolazione attiva. Le aziende a conduzione diretta sono oltre un migliaio; quelle con dipendenti, una decina. La coltivazione prevalente è quella cerealicola, che assicura un fatturato di circa 30 miliardi. Le aziende zootecniche sono una trentina, che allevano soprattutto bovini, ovini e polli. L'artigianato è assai diffuso, esso rappresenta il 36% delle imprese. Le attività manifatturiere più importanti sono costituite da piccole ditte metalmeccaniche (con una cinquantina d'addetti), alimentari (una trentina), abbigliamento (25 addetti); ditte del legno e del mobile (quasi 30 addetti). Le aziende che producono materiali per le costruzioni sono 5 (di cui una società di capitali). Le imprese di costruzione sono una quarantina, presso le quali è impiegato il 15% della popolazione attiva. Nel commercio operano circa 100 aziende. I servizi sono rappresentati da una cinquantina d'imprese. Il settore più consistente è quello dei trasporti: circa 20 ditte e una trentina d'addetti. Nel turismo e nella ristorazione si sono sviluppate negli ultimi anni una serie di imprese ricettive, che occupano circa 15 addetti. Nella pubblica amministrazione lavora il 20% della popolazione. La percentuale dei disoccupati è al di sopra della media provinciale. Il tasso di ricambio fra le imprese è abbastanza bilanciato. La struttura sociale evidenzia una relativamente alta incidenza di casalinghe e pensionati. Il grado d'istruzione è caratterizzato da un'ottima incidenza di laureati, che purtroppo non trovano lavoro sul posto e sono costretti ad emigrare, soprattutto al Nord Italia. Il tasso di emigrazione è ancora molto elevato, nonostante gli sforzi degli amministratori locali che con le iniziative politiche in atto non riescono a sanare questa grave emoraggia che colpisce l'intera popolazione.
L'auspicio è che questa tendenza venga ad essere invertita prima possibile. Occorre puntare sopratutto sulle nuove generazioni, con l'incentizione e lo sviluppo dei nuovi settori economici, quali il turismo, la cultura e l'ambiente, senza tralasciare, però, il settore agricolo e artigianale, che per tradizione sono i punti di forza dell'economia locale.
La redazione di Arenacea
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