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08/01/2005 - Dare un senso al termine democrazia...

Il degrado politico, economico e sociale, ad Irsina ha raggiunto livelli tali per cui se non si pone un adeguato rimedio si potrebbe imboccare una strada senza ritorno per un periodo non breve.
Ciò è dovuto, secondo noi, alla cultura politica che da qualche decennio va sempre più affermandosi in Italia, alle politiche messe in essere e per come è stata amministrata Irsina negli ultimi lustri.
L’azione diseducativa del governo Berlusconi (produzione legislativa finalizzata più che agli interessi generali, alla difesa degli interessi personali, degli amici o degli amici degli amici, condoni vari, forzatura se non proprio violazione della Carta Costituzionale, esaltazione dell’individualismo e del denaro come “valori”) ha inciso sulla società irsinese in modo più profondo e incisivo di quanto non appaia. Addossare, però, tutte le responsabilità al governo Berlusoni sarebbe riduttivo anche se l’influenza, che tutt’ora il “Berlusconismo” esercita, è determinante.
I partiti di Centro Sinistra (con o senza il trattino) anche quando governavano insieme, spesso, diffidavano tra di loro e, appena potevano, si sgambettavano col risultato che in cinque anni, anche se governando bene, si sono alternati tre governi (Prodi, D’Alema, Amato). L’incapacità di approvare la legge sul conflitto d’interessi, fondamentale per la democrazia, ha fatto pagare e continua a far pagare al Paese un prezzo altissimo. A questo, l’errore dell’approvazione a fine legislatura della modifica del Titolo V della Costituzione. Tuttavia i meriti dei governi di Centro Sinistra, dal 1996 al 2001 sono enormi e di gran lunga superiori ai demeriti. E malgrado ciò nel 2001 anziché spiegare l’azione svolta, i meriti storici ecc. si scatenò una lotta per il potere, intestina alla coalizione, che provocò il tracollo elettorale e la vittoria del centrodestra. E, ciò che sta avvenendo nella GAD in queste settimane non promette niente di buono.
E’ indubbio che tutto ciò ha influito, anche se incosciamente, sulla cultura e sui comportamenti dei cittadini di Irsina; scrive l’ufficio di Presidenza dei Circoli della Margherita nel documento politico del 13 Dicembre scorso:"…infatti se oggi tutti i partiti del centrosinistra avvertono la necessità di istituzionalizzare un Comitato di Coordinamento, è perché avvertono un grande disorientamento politico nei propri elettori…è vero (riassumiamo) noi ci dividemmo, ma abbiamo saputo, con un lungo e faticoso processo di riaggregazione, ritrovare la matrice unitari. Ma anche la coalizione perse la sua connotazione più vera. Noi crediamo alla politica (quella con la P maiuscola) e quindi le ragioni della divisione e la riaggregazione del maggior partito politico d’ispirazione cattolica militante nel centrosinistra."
Ciò che non conosciamo è l’analisi politica che ha provocato questo. Noi non capiamo le ragioni politiche in base alle quali un Partito politico costituito da due circoli (?), unitari, è presente nello stesso Consiglio Comunale con due gruppi distinti, uno in Giunta e l’altro all’opposizione.
Se non ricordiamo male uno dei motivi che portò i D.S. a proporre, durante la Festa de L’Unità, il coordinamento politico del Centro Sinistra fu il fatto che durante la campagna elettorale di Giugno non tutti i partiti si erano attenuti (diciamo cosi!) alla “disciplina di coalizione”; e, aggiungiamo noi, preoccupati dall’esito elettorale e dalle conseguenze che ne deriverebbero, per la guida amministrativa del Comune qualora gli stessi partiti si presentassero divisi nella prossima campagna elettorale.
Nessuno però dovrebbe dimenticare ciò che accadde alla vigilia delle elezioni provinciali di Giugno. Tra i maggiori e tradizionali partiti del Centro Sinistra, successivamente imposto a tutti gli alleati, fu stipulato uno scellerato patto spartitorio teso a salvaguardare più gli interessi personali e di partito, presenti e futuri, che quelli generali della collettività e delle Istituzioni. In che altro modo si può definire e giustificare il comportamento dell’ex Presidente della Provincia di Matera, Carelli, e del Sindaco di Potenza, Fierro, nominati subito dopo Assessori regionali e della candidatura di Nigro, assessore in carica e dimessosi ad elezioni avvenute? Sarebbe potuto accadere ciò senza il consenso e la benedizione dei D.S.? Quali furono i criteri politici (questa volta con la p minuscola ) in base ai quali si determinano i movimenti delle pedine sullo scacchiere Politico-Istituzionale a livello regionale e provinciale? La tensione attuale ( per usare un’eufemismo ) tra la GAD e l’UDEUR-P, non potrebbe essere configurata come continuazione dell’opera spartitoria? Troppi sono gli interrogativi che non hanno trovato risposta.
Vorremmo sapere come sono avvenuti certi spostamenti di voti ad Irsina tra i candidati della Margherita e di A.N. alle elezioni europee e quelle provinciali. Infine come è possibile eleggere il Presidente del Consiglio Provinciale di Centro Sinistra con i voti di consiglieri del centrodestra, e con il voto contrario o l’astensione dei partiti di Centro Sinistra, senza conseguenza alcuna?
Quali effetti deleteri producono i predetti comportamenti sui cittadini della Basilicata e sulle giovani generazioni?
Noi riteniamo che la Politica abbia una sua ETICA, che non può essere calpestata dai Partiti nel loro agire quotidiano, che va rispettata, pena quel grande disorientamento nei propri elettori di cui s’è detto nel documento della Margherita.
Credo che tutti noi siamo d’accordo sul fatto che tutti i componenti la coalizione abbiano uguali dignità e diritti; ma la democrazia è fatta, ovviamente, anche dai numeri e ogni gruppo o partito deve “pesare” per quel che rappresenta. Questi principi devono valere sempre e in ogni luogo, guai ad adattarli ai propri voleri o interessi di parte. Ciò che comunque deve prevalere, a nostro avviso, è l’interesse generale, nel caso nostro il bene del paese e degli irsinesi.
Attualmente ad Irsina, proprio per le cose dette esplicitamente e per quelle sottaciute nel più volte citato documento della Margherita, occorre andare oltre la pur leggittima proposta di alternanza laici-cattolici e dei numeri, nell’indicare il candidato sindaco.
Ciò che preleminarmente occorre fare, in tempi brevi, data la situazione politico-amministrativa secondo sempre quanto detto dalla Margherita è, sinteticamente:
1. elaborare una proposta programmatica all’altezza dei tempi, coinvolgendo Enti, Associazioni disponibili, ed il maggior numero possibile di cittadini, in breve una forma di vera democrazia partecipata;
2. sforzarsi di ricreare, per quanto le ristrettezze del tempo a disposizione lo consente, un rapporto di fiducia tra i Partiti e gli elettori, tra i cittadini e le Istituzioni democratiche;
3. far capire, e con l’esempio, alla stragrande maggioranza dei cittadini e dei giovani in primo luogo, ciò che ispira e guida l’azione dei nostri Partiti, che è la Politica nella sua accezione più nobile, nell’interesse generale e per l’affermazione di quelle idealità di libertà, uguaglianza e dignità della persona;
4. coinvolgere da subito il maggior numero possibile di elettori ed elettrici nella scelta del candidato sindaco e dei candidati consiglieri tra quelle persone che per le proprie caratteristiche e qualità siano capaci non solo di conservare la guida del comune, ma di operare al meglio nell’interesse del paese, anteponendo gli interessi generali a quelli personali, e ridare una speranza per il futuro delle giovani generazioni.

E ciò per dare un senso compiuto, nel modo più genuino, e sostanziarlo di contenuto, al termine DEMOCRAZIA.

Angelo Raffaele Lotito

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